Una giornata a Bologna: il mio itinerario in 5 tappe da non perdere

da | 22,Mar,2018 | Scopri con me. Visite ed escursioni | 0 commenti

I ponti di primavera e i fine settimana col sole di maggio sono il tempo migliore per andare alla scoperta di città d’arte italiane. Bologna è fra quelle che merita di sicuro una visita.  Qui vi racconto il mio itinerario: cartina alla mano ho deciso i punti di interesse che non volevo perdermi di questa storica città.

Abbiamo scelto di raggiungerla in auto. Se fate la nostra stessa scelta e avete poco tempo, conviene fare una ricerca su internet per valutare distanze e tariffe di parcheggi e zone di sosta a seconda delle vostre esigenze. Noi abbiamo optato per un parcheggio dove la tariffa oraria non era bassa, ma comodo poiché si trovava proprio al centro città ed aveva varchi telepass per il pagamento, abbiamo telefonato e avuto indicazioni sul per percorso da fare per evitare le ztl.

Dunque la nostra passeggiata è cominciata da via Indipendenza con i suoi portici, caratteristica architettonica bolognese che ci ha accompagnato per tutto il centro storico, ricca di negozi e bar ci ha condotti direttamente a Piazza Nettuno e quindi Piazza Maggiore. Questa piazza è molto ampia e lo sguardo quasi si perde per la molteplicità di edifici medievali e di particolari da guardare, testimonianza della storia e della cultura di questa città: Palazzo di Re Enzo, Palazzo del Comune o d’Accursio, Palazzo del Podestà e la Basilica di San Petronio, Palazzo dei Banchi.

Sala Borsa

Ci siamo accorti subito che la famosa Fontana del Nettuno che caratterizza l’omonima piazza era in restauro e purtroppo non avremo potuto vederla. Ci siamo quindi fermati alla Sala Borsa e… meraviglia! “Lasciatemi qui!” ho pensato: una biblioteca multimediale che sorge all’interno di una parte dello storico Palazzo d’Accursio, antica sede del Comune. L’attuale aspetto è frutto di diversi rifacimenti e restauri, un grande atrio, il cui pavimento in vetro lascia scorgere antichi resti di costruzioni del II sec. a.C., è circondato da due piani di archi e ballatoi sui quali sono disposti tavoli studio e dal quale si acceda alle sale studio. Al pian terreno gli infopoint, il bar, le sale con i vari servizi, al primo piano tavoli studio e uno spazio dedicato alla lettura dei giornali, mentre al secondo piano una zona dedicata ad esposizioni permanenti di progetti per la città e salette di vetro dedicate a progetti universitari. Mi ha fatto un ottima impressione dandomi subito la sensazione di fruibilità e comodità per le numerose persone presenti intente a leggere, studiare e stare al pc. Il soffitto, con un grosso lucernario centrale, è decorato da affreschi che ben si intonano con il resto della struttura. Eh! Ove mai nella vita dovessi ritrovarmi a vivere a Bologna penso che sia qui che verrei a rifugiarmi per trovare “il mio posto”.

La Basilica di San Petronio

La Basilica di San Petronio che domina la piazza Maggiore ha una facciata molto particolare in quanto non fu portata a termine ed è divisa in due parti, quella inferiore ricoperta di marmi bianchi e rossi e con tre portali d’ingresso e quella superiore, non completata, con materiale laterizio in vista.

Edificata intorno al 1390 su progetto di Antonio di Vincenzo, i lavori si protrassero fino al XVII secolo, è una delle basiliche più grandi d’Italia, ma è all’interno che ai miei occhi ha rivelato la sua maestosità: luminosa, con il tipico slancio dello stile gotico insieme alla dicromia del rosso del mattone dei pilastri e delle lesene e il bianco delle volte, le tre navate sono divise da alti pilastri sui quali si reggono gli archi a sesto acuto che formano le campate centrali e laterali. Particolarità di questa chiesa è la meridiana più lunga del mondo.

Non mi dilungo qui sulla sua storia e su altri particolari artistici, se volete approfondire vi consiglio il sito che è fatto molto bene

Mercato del Quadrilatero e Mercato di Mezzo

Per il pranzo ci spostiamo nella zona del Mercato del Quadrilatero, pittoresco luogo a pochi passi da piazza Maggiore fatto di stradine piene di localini, salumerie, pescherie e negozi di gastronomia locale, di frutta e verdure, dove ci si può fermare a mangiare di tutto da un bel tagliere di formaggi e salumi bolognesi ai classici tortellini e carni e pesce. Un posto particolare in questa zona è il Mercato di Mezzo, un mercato storico coperto che grazie a un progetto di riqualificazione, oggi è uno spazio articolato in diversi stand e banchi, un po’ stile street food, dove si possono acquistare o consumare sul posto prodotti enogastronomici e piatti di eccellenza della tradizione bolognese dolci compresi.

La Basilica di Santo Stefano

La nostra tappa successiva è stata la Basilica di Santo Stefano, un complesso di edifici religiosi noto come “complesso delle Sette Chiese”, oggi ne restano solo quattro che, seppur di epoche diverse, formano un insieme armonioso di architettura di stile romanico.

Da piazza Santo Stefano dal bel pavimento di ciottoli bianchi siamo entrati nella Chiesa del Crocifisso, che prende il nome dal Crocifisso al centro della chiesa: semplice, una sola navata con copertura a capriata, presbiterio sopraelevato sulla cripta nella quale sono conservate le reliquie di San Vitale e Sant’Agricola e dove in alcuni punti, si vedono chiaramente sotto l’intonaco, sono stati portati alla luce affreschi del Cinquecento.

Da questa chiesa si accede direttamente alla Basilica del Sepolcro, di forma circolare coperta da un’alta cupola, senza decorazioni ma particolarmente suggestiva poiché al centro è riprodotto il Sepolcro di Cristo in Gerusalemme, dove una volta erano custodite le reliquie di San Petronio.

Da qui siamo usciti nel Cortile di Pilato, e di fronte siamo entrati nella Chiesa del Martyrium e poi nel Chiostro Medievale benedettino a duplice loggiato e da qui al Museo di Santo Stefano dove sono conservati dipinti, sculture e altre opere d’arte in tema religioso di varie epoche. Tornando indietro ci siamo ancora fermati nell’ultima delle quattro chiese, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, ampia a tre navate con un bell’altare.

Le torri di Bologna

Ultimo luogo simbolo di Bologna che abbiamo visto in questa giornata sono state le due torri situate centro dello slargo di piazza di Porta Ravegnana, Torre degli Asinelli e Torre Garisenda. La prima è la più alta, 97 metri, inclinata, prende il nome dalla famiglia degli Asinelli e la sua costruzione risale al 1100 circa, è possibile salirvi con i suoi 498 gradini, ma vista la lunga visita odierna abbiamo deciso di tornarci la prossima volta che verremo a Bologna. La vicina e coeva Torre Garisenda oltre che per la minore altezza si differenzia per la maggiore inclinazione dovuta ad un cedimento del terreno del basamento.

Camminare per le strade del centro di Bologna, fermarsi a fotografare, apprezzare il suo stile architettonico e le caratteristiche viuzze interne, mi hanno lasciato un’immagine di città viva dove si respira cultura e vivacità. E voi ci siete stati? Che impressione vi ha lasciato?