Viaggio in Sicilia, II tappa Piazza Armerina e Caltagirone

da | 16,Mag,2020 | Ti porto con me. Viaggi | 0 commenti

Il nostro viaggio in Sicilia prosegue verso il cuore della regione: visitiamo Piazza Armerina e Caltagirone. Abbiamo approfittato della permanenza sull’isola per fare visita ad alcuni cari parenti che ci hanno ospitato in provincia di Catania. Da qui quindi facciamo delle mini escursioni nelle città più vicine visitando i punti di interesse più importanti.

Così da Palermo la nostra prima sosta la facciamo al belvedere di Enna (tempo di percorrenza 2,30 – 3 ore), anche detto il Belvedere di Sicilia, la città infatti è il capoluogo più alto d’Italia. Il belvedere si raggiunge passando per il centro storico: Piazza Crispi è una verdeggiante ed ampia piazza quadrata delimitata da una balaustra con colonnine in marmo. Al centro la fontana barocca raffigurante Il ratto di Proserpina è copia di un opera del Bernini. Il panorama che si gode da questo punto è a perdita d’occhio, il paesaggio è ondulato dai monti con tantissime sfumature di colori dal verde al giallo, inoltre si possono osservare il paese di Calascibetta e il Castello di Lombardia, una possente fortezza medievale emblema della città. Dedichiamo il resto della giornata ai nostri cari.

 

Piazza Armerina e la Villa romana del Casale

 Il giorno dopo siamo a Piazza Armerina per visitare la famosa Villa romana del Casale. L’importante sito archeologico è stato riconosciuto patrimonio dell’Unesco ed è celebre per i suoi straordinari mosaici in ottimo stato di conservazione, che tanto hanno rivelato sulla vita e gli usi dell’epoca romana.

Prendetevi un’intera mattinata per visitarla per bene, perché la sua estensione è di circa 3.500 metri quadrati ed ogni particolare merita attenzione.  La Villa si articola in diversi ambienti così strutturati: un ingresso monumentale, una zona termale, un grande peristilio centrale intorno al quale si articolano stanze e in fondo il lungo corridoio mosaicato, una basilica, un peristilio ovoidale e ambienti privati.

Il ritrovamento di questa residenza romana risale al 1950, mentre la sua costruzione risale al IV secolo e la sua committenza non è chiara, ma per la sua vastità e ricchezza si attribuisce ad una figura prestigiosa dell’epoca, probabilmente un governatore o un console.

Il percorso di visita è accompagnato da cartellonistica ed ha una struttura sopraelevata per poter osservare i mosaici dall’alto. Cominciamo dalle terme composte da frigidarium, calidarium e laconico, dall’esterno si può vedere molto bene il sistema di riscaldamento delle acque e degli ambienti con fornaci e pavimenti rialzati. Passiamo poi al Peristilio centrale e da qui in poi incontreremo le ricchissime decorazioni musive pavimentali i cui soggetti sono tanti e vari ovvero motivi geometrici, animali, scene campestri, di pesca, eroti (amorini), scene mitologiche. Il grande portico ha al centro una fontana e lungo i corridoi i mosaici hanno disegno geometrico con teste di animali. Iniziamo quindi ad osservare le stanze la cui funzione è spesso indicata dai mosaici al loro interno. Molto particolare ed anche sorprendente è il mosaico delle “Fanciulle in bikini” dove appunto dieci belle atlete in bikini sono intente in diversi giochi.

In fondo troviamo l’opera musiva più estesa di questo luogo: il meraviglioso corridoio della caccia. È lungo ben 65 metri e largo cinque, il suo pavimento è completamente ricoperto di tessere policrome che compongono scene in cui vengono catturati di animali esotici usati poi negli anfiteatri per i giochi. Straordinaria è la varietà delle fiere e la vividezza dei colori.

Incontriamo ancora gli appartamenti padronali in cui uno è riconosciuto come cubiculo con alcova dal disegno centrale del mosaico dov’ è rappresentata una coppia di amanti.

Passiamo quindi alla basilica, un ampio ambiente quadrangolare absidato, destinato probabilmente a funzioni di rappresentanza e infine visitiamo la zona con il peristilio ovoidale dove si apre poi un triclinio con tre absidi. Anche in quest’ultima parte i mosaici hanno colori intensi e colpiscono per la ricchezza e molteplicità delle scene rappresentate.

Tutti gli orari e le informazioni di visita potete trovarle qui.

Torniamo verso il centro di Piazza Armerina. La città ha impianto medievale e sono presenti interessanti edifici di stile barocco, decidiamo perciò di curiosare un po’ per le sue strade, ma prima ci fermiamo a rifocillarci alla pasticceria Diana, in Piazza Gen. Cascino, con un ottimo cannolo rigorosamente farcito al momento per mantenere la sfoglia croccante che gustiamo comodamente nel giardinetto attiguo: deliziosi.

Dunque riprendiamo la nostra passeggiata e raggiungiamo il Duomo, che domina sul punto più alto della città ed è dedicato a Maria Santissima delle Vittorie. La bella facciata è di colore giallo per la pietra arenaria di cui è composta, il portale di ingresso è in stile barocco siciliano, mentre il campanile alto 40 metri è in gotico catalano. Spicca l’altissima cupola color verde acqua. Purtroppo al momento della nostra visita la chiesa era chiusa e non abbiamo potuto visitare l’interno. Nella adiacente piazza si trova Palazzo Trigona della Floresta, esempio di stile barocco su edificio civile, oggi ospita il museo del territorio e della città

Caltagirone 

Nel pomeriggio ci spostiamo a Caltagirone, gioiello della zona sudorientale della Sicilia. È celebre per le sue ceramiche e le troviamo diffuse anche come decorazione di alcuni luoghi simbolo della città. L’arte della ceramica di Caltagirone è antichissima ha origini arabe e i manufatti hanno caratteristiche peculiari ben riconoscibili: gli splendidi colori giallo, blu e verde formano disegni geometrici o intrecci vegetali molto speciali. Impossibile andare via senza aver acquistato almeno una di queste piccole opere d’arte, ce n’è di tantissime forme e dimensioni.

Parcheggiamo nei pressi della Chiesa di San Francesco d’Assisi, che visitiamo subito. Edificata nella prima metà del Duecento in stile gotico, è stata ricostruita dopo un terremoto in stile barocco, la facciata divisa in due ordini presenta decorazioni scultoree e al centro la statua dell’Immacolata. Poco distante possiamo ammirare il ponte di San di S. Francesco, decorato, come dicevo, con coloratissime maioliche.

Passeggiamo per le strade del centro dove sono svariati edifici in stile barocco. Raggiungiamo il luogo simbolo di Caltagirone, la scalinata di Santa Maria del Monte. Costruita nel 1606 per collegare la parte alta e quella bassa della città è composta da 142 gradini. È stata decorata nel 1953 con maioliche realizzate da artigiani locali secondo il tipico stile calatino, creano un bellissimo effetto scenografico.  Ai piedi della scalinata c’è la Chiesa di San Giuseppe, edificio del XVIII secolo ha una facciata austera affiancata da due piccoli campanili.

Deve essere bello vedere l’infiorata composta da lumini che fanno lungo la scala il 24 e il 25 luglio per la festa di San Giacomo. Ogni anno viene composto un disegno diverso e si spengono le luci tutte intorno, l’effetto deve essere davvero suggestivo. Magari sarà una buona occasione per tornarci perché purtroppo non ci siamo trattenuti molto e fra le cose che voglio visitare al mio ritorno, ci sono la Chiesa di Santa Maria del Monte in cima alla scalinata, il prezioso parco pubblico, la cattedrale di San Giuliano e il museo delle ceramiche.

Si conclude qui la seconda tappa del nostro meraviglioso viaggio in Sicilia. Come nella prima, con la splendida città di Palermo, l’arte e la storia ci accompagnano attraversando diverse epoche lasciandoci tantissima bellezza. Bellezza di cui questa terra è ricca che ritroverete anche nelle prossime tappe. Scoprite con me quali saranno le prossime, vi darò gli indizi sui miei canali social.