Mi piace pensare che le occasioni vadano colte al volo. Ecco perché quando ho letto l’annuncio ho iniziato a pensare, cosa significa tempo migliore? Perché un momento deve avere la precedenza su di un altro? Se è vero che dobbiamo vivere il presente, che non si costruisce nel passato, perché devo fermarmi e voltarmi indietro? E poi, sì! Strano ma vero sono riuscita a darmi una risposta. E bada bene, è una signora risposta, almeno per me, abituata a pormi millemila domande e darmi zero risposte. Mi fermo, mi volto e rispondo. Dal passato imparo. Quando ho rivisto un sorriso (vero) sul volto di mia madre. Quando sono riuscita a dire (anche con il cuore) ti voglio bene papà. Quando da ragazzina incontravo (per puro caso) il ragazzino che mi faceva battere il cuore, al quale oggi darei due badilate, ma è un’altra storia, sono cresciuta, io. Quando guardo le mie rose e vedo l’accenno di un bocciolo nella pianta delle rose gialle, lo so, sarà l’unica dell’anno, ma va bene così. Quando raggiungo un traguardo. Quando quando quando, e no, non sto iniziando a cantare. Ne ho vissuti tanti di “tempi migliori”, ma forse no, quello davvero migliore non è ancora arrivato. Cogli l’attimo e vivi il momento diceva un vecchio saggio cinese. Che poi. Questa storia del vecchio saggio cinese non l’ho mai capita, ma non importa, non adesso. Scelgo di vivere nel bicchiere mezzo pieno, mi muovo tra le metafore e faccio sì che mi calzino a pennello, quando non succede? Nessun problema, giro la frittata e via! Del resto sono una femmina. Mi presento, sono Marta e vivo di emozioni, scrivo nel mio blog e cerco di strappare un sorriso, perché una giornata senza sorriso è una giornata persa. Prendo appunti e lo faccio in pausa pranzo. Marta “quella di Appunti in Pausa Pranzo”.

Marta Vitali

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